LE
SOSTANZE TOSSICHE
CON CUI ENTRIAMO IN CONTATTO
OGNI GIORNO
L'esposizione ad agenti chimici tossici che si
accumulano nell'ambiente e nel nostro corpo, interferendo con il sistema ormonale
e immunitario, sta mettendo in pericolo la salute dell'uomo e del pianeta. Tra il 1930 e il 2000 la produzione globale di sostanze
chimiche prodotte dall'uomo è aumentata da
Le sostanze chimiche pericolose si trovano nei tessuti usati da
quasi tutti gli esseri umani. L'esposizione a tali sostanze è collegata a vari
tipi di cancro e a una gran quantità di problemi riproduttivi, tra cui anche
difetti alla nascita.
Le analisi fatte dal WWF inglese hanno dimostrato che tutte
le 155 persone sottoposte ad analisi avevano nel corpo un cocktail di sostanze
chimiche potenzialmente dannose.
Quaranta membri del Parlamento europeo si sono
fatti prelevare il sangue per verificare quali sostanze chimiche siano presenti
nel loro corpo.
Al momento sono disponibili informazioni solo per
il 14% delle sostanze chimiche più usate: tali informazioni sono indispensabili
per una valutazione della loro sicurezza.
Vengono
considerati tossici tutti quei preparati e quelle sostanze che per inalazione,
ingestione o penetrazione attraverso la pelle possono comportare rischi gravi,
acuti o cronici, ed anche la morte causando delle lesioni anatomiche o
funzionali e dei disturbi reversibili o irreversibili dei normali processi
fisiologici. Sono nocivi quelli che possono comportare rischi di gravità
limitata.
In genere
si distinguono le sostanze molto tossiche, quelle tossiche e quelle nocive
sulla base dei CL50 e dei DL50. Semplificando molto la situazione e rapportando
direttamente agli esseri umani, si può tranquillamente affermare che basterebbe
un assaggio di una sostanza molto tossica per far morire un uomo adulto.
Gli
effetti delle sostanze tossiche e nocive possono essere generali o localizzati,
sulla base delle proprietà chimiche e fisiche delle sostanze, a seconda del
tempo di esposizione, della dose assorbita, della modalità di introduzione
nell’organismo e delle condizioni fisiche della persona esposta. In ogni caso
molti tossici vanno a colpire principalmente degli organi ben specifici che,
per questo motivo, vengono definiti organi o tessuti bersaglio. Sulla base
degli effetti prodotti da questi agenti tossici si distinguono così le
epatotossine, le neurotossine, le immunotossine, le tossine cardio-muscolari e
quelle che colpiscono il sistema respiratorio, quello riproduttivo, la pelle, i
reni, la tiroide, il sangue, ecc.
Com’è
logico attendersi, il principale apparato da prendere in considerazione quando
si ha a che fare con gli inquinanti dell’aria è il sistema respiratorio. Questo
apparato può divenire il bersaglio di una quantità innumerevole di sostanze
tossiche oppure può fungere da punto di entrata per tutti quegli agenti che,
venendo a contatto col sangue, si diffondono poi nel resto del corpo.
Il sistema respiratorio dell’uomo è strutturato
fondalmentalmente per rifornire il corpo dell’ossigeno necessario alla
sopravvivenza e per eliminare i gas reflui della respirazione. Queste funzioni
non permettono di discriminare le varie sostanze aerodisperse, per cui i vari
agenti tossici possono penetrare all’interno del corpo con relativa facilità.
Gli
effetti tossici a carico del sistema respiratorio sono molto vari e possono
spaziare da una semplice irritazione e costrizione dei passaggi dell’aria, alla
fibrosi polmonare (cambiamenti nella composizione e nel tipo cellulare),
all’edema (un’eccessiva ritenzione di fluidi), al cancro.
Da notare che gli effetti irritanti sono solitamente reversibili, comunque
l’esposizione cronica ad un irritante può comportare l’insorgenza di un danno
permanente a livello cellulare.
L’amianto e l’arsenico sono due agenti tossici che rappresentano anche le più
comuni cause del cancro ai polmoni. L’asbesto
può anche causare la fibrosi, come del resto possono farlo anche altri agenti
di natura minerale. La sensibilizzazione allergica e la conseguente irritazione
ed edema sono degli effetti comuni che si possono riscontrare in seguito
all’esposizione ad agenti sensibilizzanti come il toluene diisocianato, l’anidride
maleica, l’etilendiammina, l’isocianato di metile, ecc.
Il sistema nervoso è organo bersaglio delle sostanze
nocive dette neurotossiche. Questo apparato ottempera nell’essere umano ad una
varietà di funzioni: dal ricevere e trasmettere informazioni relative
all’ambiente esterno ed interno, all’attivare le varie azioni e reazioni
muscolari, dal rilevamento e dal controllo delle varie funzioni del corpo, al
rilascio di composti chimici, ecc. Questa complicata rete di comunicazione si
basa sull’interazione unificata dei suoi vari componenti: dalle singole cellule
nervose o neuroni e dai gangli (centri di distribuzione degli impulsi nervosi)
per finire al midollo spinale ed al cervello. Tutte le informazioni della rete
vengono trasmesse sia come impulsi elettrici (lungo i neuroni) che come impulsi
chimici (fra neurone e neurone). Da ciò si può capire che un fattore di
importanza fondamentale nel funzionamento del sistema nervoso è l’appropriato
bilanciamento chimico, sia fra la parte interna e quella esterna delle membrane
cellulari dei neuroni, che fra i neuroni stessi (nei punti di contatto fra le
cellule, anche detti sinapsi). L’appropriato
rapporto fra gli ioni all’interno delle cellule nervose fornisce le basi per la
trasmissione degli impulsi elettrici lungo i neuroni.
Gli effetti tossici sul sistema
nervoso comprendono principalmente l’alterazione del bilanciamento ionico,
l’interferenza con i neurotramettitori chimici o con i loro recettori e
l’anossia, cioè la mancanza di ossigeno a livello cellulare. Le cellule nervose hanno infatti
un’elevata velocità metabolica e per questo richiedono un maggiore apporto di
ossigeno rispetto alle altre cellule del corpo. Dato che un apporto adeguato di
ossigeno è essenziale per l’appropriato funzionamento del cervello, ogni
sostanza che compromette il flusso del sangue al cervello può causare dei seri
danni.
Quindi la tossicità si può manifestare
sia a livello generale del cervello, ma anche sulle singole fibre nervose,
sulle guaine mieliniche, ecc.
Il piombo è una classica neurotossina, può
infatti colpire il sistema neuronale danneggiando gli assoni, distruggendo la
guaina mielinica ed anche interferendo con i neurotrasmettitori chimici nelle
sinapsi.
Anche gli
insetticidi organofosfati
interferiscono con la funzione dei neurotrasmettitori chimici all’interno del
sistema nervoso, spesso causando debolezza e paralisi, qualche volta anche la
morte.
Altri composti neurotossici diffusi sono l’acrilamide,
l’endrin, il dieldrin ed il mercurio.
Il fegato svolge un ruolo di fondamentale importanza:
rappresenta il punto principale nel quale avviene la biotrasformazione delle
sostanze, cioè il loro metabolismo. Questo organo agisce in modo da modificare
chimicamente i nutrienti, gli ormoni, i componenti del sangue oramai
invecchiati ed anche le sostanze estranee, al fine di ottemperare a vari
processi di estrema importanza come il nutrimento, l’immagazzinamento di
vitamine e nutrienti, la detossificazione e l’escrezione. Il fegato svolge
un’azione detossificante nei confronti della maggior parte delle sostanze
tossiche, anche se in alcuni casi la sua azione metabolica può rivelarsi
dannosa. In effetti la sua azione è
anche in grado di modificare la struttura delle sostanze pericolose
trasformandole in sostanze tossiche e causando così un danno più o meno grave.
Il tetracloruro di carbonio è
probabilmente l’epatotossina più conosciuta e non è tossico per il fegato
nella sua forma non metabolizzata. Questa sostanza è una di quelle la cui tossicità viene
incrementata dal fegato piuttosto che diminuita. Da notare che gli effetti
tossici del CFC-10 vengono accresciuti da una preliminare assunzione di bevande
alcoliche.
Altre comuni epatotossine sono il
berillio, il cloroformio, il tricloroetilene ed il cloruro di vinile.
L’azione finale delle tossine nel fegato può condurre alla
loro accumulazione nel tessuto grasso, all’itterizia, alla morte cellulare
(apoptosi), alla cirrosi ed al cancro.
Vari inquinanti possono
determinare una diminuzione della fertilità sia ai danni dell’apparato maschile
che di quello femminile.
Alcuni
insetticidi, come ad esempio il dibromocloropropano, possono interferire con la
formazione dello sperma. Molti studi scientifici hanno anche evidenziato che
certi idrocarburi policiclici aromatici esercitano un’azione tossica diretta
nei confronti degli ovociti. L’esposizione a queste sostanze può addirittura
causare una sterilità permanente. E’ possibile che l’esposizione a determinati
composti provochi un’alterazione della normale attività ormonale compromettendo
la stessa fecondazione oppure lo sviluppo dell’ovulo fecondato diminuendo così
le possibilità di sopravvivenza dell’embrione.
Una
persona che entra in contatto con una sostanza che colpisce il sistema
riproduttivo, spesso si rende conto della gravità della situazione solamente
una volta effettuato un controllo della propria fertilità oppure sulla base dei
danni che si manifestano nella prole.
Alcuni
agenti tossici alterando lo sviluppo embrionale possono comportarsi da potenti
teratogeni causando delle anomalie fisiche ai figli oppure determinando un
ritardo della loro crescita fisica o mentale o vari effetti tossici a carico di
organi specifici. Non sono da escludere nemmeno alterazioni dello sviluppo
degli organi sessuali e la definitiva compromissione delle capacità
riproduttive dei figli. Da notare che i bambini possono entrare in contatto con
queste sostanze tossiche anche attraverso il latte materno, per cui
l’esposizione a questi agenti è assolutamente da evitare anche nel periodo
dell’allattamento naturale e non solo durante la gestazione.
La maggior
parte delle sostanze chimiche, presenti sul mercato e usate quotidianamente,
non sono mai state valutate in modo adeguato in relazione alla sicurezza umana
e a quella ambientale.
Il gruppo ambientale Greenpeace ha
dichiarato che i profumi di almeno 36 marche ben note contengono prodotti
chimici che sono pericolosi per la salute e per l’ambiente.
Questi
prodotti chimici sono conosciuti per essere dannosi alla salute e possono
causare danni irreversibili una volta che hanno penetrato il corpo inalandoli o
attraverso la pelle e questo avvelenamento non è acuto ma bensì cronico, queste
sostanze chimiche rimangono nel nostro sistema e si accumulano nei tessuti
grassi degli organismi viventi. Lo ftalato è
stato riconosciuto per avere effetti dannosi sul DNA, sullo sperma, sui polmoni, sul fegato e sui testicoli.
Nota - La lista completa dei profumi incriminati include:
Floral Dream by
Adidas,
In Leather by Aigner,
Aqua Naturale,
Emporio Armani by
Armani,
White Musk,
Eau de Parfum by The
Body Shop,
High Speed by Bogner,
BLV Notte by Bulgari,
CK One for Men,
Eternity for Men and
Eternity for Women by Calvin Klein,
Le Baiser Du Dragon
by Cartier,
Chance No. 5 by
Chanel,
Poison and Pure
Poison by Christian Dior,
Him by FCUK,
Fiorucci Loves You,
Envy Me by Gucci,
Boss by Hugo Boss,
My Manifesto by
Isabella Rosellini,
Classique and Le Male
by Jean Paul Gaultier,
Nightlife by Joop!,
Iris Blue by Melvita,
Waterlove by Mexx,
Sunset by Naomi
Campbell,
XS Pour Homme by Paco
Rabanne,
Jamaica Man and
Jamaica Woman by Puma.
(List
published on page A4 of the Feb. 28, 2005 issue of the Philippine Daily
Inquirer)
AGENTI
INQUINANTI TOSSICI ED EDILIZIA
Esaminando con attenzione
una costruzione, si possono trovare dappertutto agenti inquinanti. Molti agenti
inquinanti vengono assorbiti e metabolizzati dall’uomo o dall’ambiente senza
conseguenze, mentre altri non esistono concentrati in natura, e sono
difficilmente scomponibili una volta entrati per un qualsiasi motivo nelle
catene biologiche. Gli agenti inquinanti più pericolosi sono quelli che
provocano mutamenti delle strutture fondamentali dell’organismo: le cellule.
Tra i primi vanno citati i cancerogeni, i mutageni (che mutano la struttura
genetica) e i teratogeni (che provocano tare o anomalie nello sviluppo del
feto), seguiti da agenti tossici e subtossici, dagli aeropatogeni (agenti
infettivi portati dall’aria, come certi virus e batteri) e dagli allergeni (che
provocano reazioni allergiche). I
livelli di concentrazione e di esposizione che l’organismo umano è in grado di
tollerare sono poco conosciuti; di conseguenza risulta difficile valutare
quando si va incontro a “un rischio senza ritorno”.
L’enorme quantità di
nuovi prodotti chimici introdotti sul mercato impedisce spesso agli enti
adibiti ai controlli di tenersi al passo. Inoltre raramente tutte le sostanze
impiegate nella composizione dei prodotti risultano indicate sulle
etichettature.
La prevenzione
dell’inquinamento dell’aria interna provocata dai prodotti edilizi nasce,
ovviamente, con la scelta degli stessi, che comporta però anche la scelta delle
tecniche di posa e le decisioni riguardanti i processi di finitura in opera,
come pure le modalità di manutenzione e pulizia. La posa dei prodotti è un
momento critico, alcune attenzioni durante questa fase possono notevolmente
mutare la situazione, sia per quanto riguarda l’emissione o il rilascio, sia
per quanto riguarda la possibilità di assorbimento di inquinanti da parte di
altri prodotti. Attualmente si consiglia di scegliere prodotti
basso-emissivi, per quanto possibile testati e certificati, provenienti da
aziende sensibilizzate e disponibili a fornire informazioni.
Si elencano, di seguito, alcune sostanze
tossiche facilmente riscontrabili nei materiali edilizi:
Sono
sicuri i prodotti per la cura della persona e della pelle?
Chi si laverebbe i capelli e i
denti con olio per freni, sgrassatore per motori o antigelo per radiatori?
Ingredienti potenzialmente dannosi
si trovano in molti prodotti di ogni giorno per la cura della persona e
probabilmente siamo esposti ad agenti potenzialmente cancerogeni ogni volta che
entriamo nel nostro bagno. Chi ha mai letto le etichette sulle confezioni di un
deodorante, della crema da barba, dello shampoo, del dentifricio e collutorio,
ecc.? E' una realtà che molti produttori usano determinati ingredienti chimici
perché sono economici e danno l'illusione di eseguire correttamente il loro
compito. Nel sangue umano e nel tessuto
adiposo sono state trovate più di 400 sostanze chimiche tossiche. Quanti
tumori o altre gravi malattie sono collegati all'esposizione a sostanze
chimiche? Anche organizzazioni
governative hanno dovuto ammettere che ci sono almeno 880 composti chimici
neurotossici (dannosi per il sistema nervoso) in prodotti per la cura della
persona, cosmetici e profumi.
In
un centro idrografico (dove si misura la caduta di pioggia e neve) si avverte
gli operatori in merito all'utilizzo di due ingredienti che troviamo nei nostri
prodotti. Una soluzione che questi operatori usano è composta da circa 80% di
acqua, 20% di propylene glycol e meno dell'1% di mineral oil. Quando è il
momento di smaltire la soluzione sono obbligati ad indossare guanti, occhiali,
e abbigliamento protettivo. Deve essere versata in un recipiente etichettato
come "rifiuto pericoloso" con indicazioni della sua pericolosità per
la salute e per l'ambiente. Il fatto è questo: quando questi lavoratori
ritornano a casa dal lavoro, sono liberi di fare una doccia con sapone e
shampoo contenenti concentrazioni di propylene glycol più alte di quelle delle
soluzioni che hanno appena maneggiato con cautela. Se era
"pericoloso" sul lavoro, perché è sicuro a casa?
La seguente è una lista degli ingredienti che sono stati
indicati come dannosi alla salute, sono contenuti in molti prodotti per la cura
della persona e della pelle. Anche in prodotti di marche molto costose. Il loro
nome viene indicato senza traduzione, così come è scritto sulle etichette.
Alcohol (Isopropyl): come solvente e
denaturante (una sostanza tossica che modifica le qualità naturali di un'altra
sostanza), l'alcohol si trova nelle tinture leggere per capelli, creme per le mani,
dopobarba, profumi e molti altri cosmetici. E' una sostanza derivata del
petrolio ed è usata anche come antigelo e come solvente. Secondo il dizionario
degli ingredienti dei cosmetici, l'ingestione può causare emicrania, capogiri,
depressione mentale, nausea, vomito, narcosi e coma.
DEA (diethanolamine), MEA (monoethanolamine)
e TEA (triethanofamine). DEA e MEA sono di solito elencate sulle
etichette assieme al composto neutralizzato, così cerca nomi come Cocamide DEA o
MEA, Lauramide DEA e così via. Sono composti chimici conosciuti per formare
nitrati e nitrosamine (agenti causa-cancro). Sono usate quasi sempre in
prodotti che fanno schiuma, inclusi bagnoschiuma, shampoo, saponi, ecc.
Applicazioni ripetute di prodotti a base DEA hanno provocato una maggiore
incidenza dei tumori al fegato e rene (Dott. Samuel Epstein, Univ. Illinois).
All'università di Bologna dei test hanno trovato che i TEA sono i
sensibilizzatori usati più frequentemente nei cosmetici, gel, shampoo, creme,
lozioni, ecc.
Coloranti: secondo il dizionario degli
ingredienti dei cosmetici, "....molti coloranti provocano sensibilità e
irritazioni alla pelle..... l'assorbimento di certi colori può provocare
esaurimento di ossigeno nel corpo e morte." Su una rivista: ...i coloranti
che sono usati nei cibi, medicinali e cosmetici, sono ottenuti dal catrame di
carbone." Ci sono molte controversie rispetto il loro uso, comunque studi
sugli animali hanno dimostrato che sono quasi tutti agenti cancerogeni.
Profumi: molti deodoranti, shampoo,
creme solari, creme per la pelle e il corpo, prodotti per bambini contengono
profumi. Molti dei componenti dei profumi sono cancerogeni o altrimenti
tossici. La voce profumi in un'etichetta può indicare la presenza fino a 4000
diverse sostanze. Quasi tutte sono sintetiche. I sintomi riportati sono:
emicrania, capogiri, eruzioni cutanee, scolorimento della pelle, tosse violenta
e vomito e reazioni allergiche della pelle. Osservazioni cliniche hanno
dimostrato che l'esposizione a certe fragranze può avere effetti sul sistema
nervoso centrale, causando depressione, iperattività, irritabilità e altri
cambiamenti del comportamento.
Mineral oil: usato in molti prodotti per
la cura personale, l'olio per bambini è 100% mineral oil, questo ingrediente
riveste la pelle come una pellicola di plastica, disgregando la barriera
naturale della pelle ed impedendo la sua capacità di respirare ed assorbire
l'umidità e i nutrienti. Come maggior organo per l'espulsione, è vitale che la
pelle sia libera di liberare le tossine. Ma l'olio minerale impedisce questo
processo, permettendo alle tossine di accumularsi, così da provocare acne e
altre malattie. Rallentando le funzioni della pelle e il normale sviluppo delle
cellule, si ottiene un suo prematuro invecchiamento.
Polyethylene Glycol (PEG): è usato negli smacchiatori
per sciogliere olio e grasso . Un numero dopo PEG indica il suo peso
molecolare, che influenza le sue caratteristiche. Vista la sua efficacia, è
utilizzato nei pulitori caustici (spray) per forno, così come lo troviamo in
molti prodotti per la cura personale. Non è solo potenzialmente cancerogeno, ma
contribuisce allo smantellamento della capacità della pelle di assorbire
l'umidità e i nutrienti, lasciando il sistema immunitario vulnerabile.
Propylene Glycol (PG): come tensioattivo o agente
imbibente e solvente, è in effetti l'ingrediente attivo negli antigelo. Non c'è
differenza fra quello usato nell'industria e quello nei prodotti per la cura
della persona. L'industria lo utilizza per scomporre le proteine e la struttura
cellulare. Lo possiamo trovare in molti prodotti per make-up, per capelli,
lozioni, dopobarba, deodoranti, collutori, dentifrici ed è usato persino
nell'industria alimentare. In quest'ultimo caso le avvertenze per l'uso del
prodotto sono quelle di evitare il contatto con la pelle perchè il PG porta
conseguenze tipo anormalità al cervello, al fegato e reni. Non si trovano
avvertenze invece su prodotti come deodoranti, dove la concentrazione è
maggiore che in molte applicazioni industriali.
Sodium Lauryl Sulfate (SLS) e Sodium Laureth
Sulfate (SLES): usati come detergenti e tensioattivi, questi composti
affini si trovano negli shampoo per auto, nei prodotti per pulire i pavimenti
dei garages e negli sgrassatori dei motori, sia come ingredienti principali
ampiamente usati nei cosmetici, dentifrici, balsamo per capelli, e in circa il
90% degli shampoo e prodotti che schiumano. Il Journal of the American College
of Toxicology dichiara che il SLS danneggia la formazione degli occhi nei
giovani, causando danni permanenti e irritazioni ed è legato alla formazione
della cataratta. Altri ricercatori ne hanno messo in evidenza la pericolosità,
dato che può danneggiare il sistema immunitario e, quando unito a altre
sostanze chimiche, può essere trasformato in nitrosamine, una classe di potenti
cancerogeni che provocano l'assorbimento da parte del corpo di nitrati, molto
di più che mangiando alimenti da questi contaminati . E' stato dichiarato uno
dei più pericolosi fra tutti gli ingredienti dei prodotti per la cura della
persona. Penetrando attraverso la pelle manterrà dei livelli residui nel cuore,
fegato, polmoni e cervello.
Urea (Imidazolidinyl) e DMDM
Hydantoin: sono due dei molti conservanti che rilasciano formaldeide. Secondo
Triclosan: l'ultima mania nell'arsenale
delle sostanze chimiche antibatteriche, che troviamo nei detergenti, detersivi
liquidi per piatti, saponi, deodoranti, cosmetici, lozioni, creme e persino
dentifrici. E' stato registrato come pesticida, assegnandogli un alto indice di
rischio per la salute umana e l'ambiente. La sua struttura molecolare e la
formula chimica sono simili a quelle di una delle sostanze più tossiche
esistenti: la diossina. Il processo di fabbricazione del triclosan può produrre
diossina, la quale ha un enorme grado di tossicità, parti per trilioni (mille
miliardi): una goccia diluita in 300 piscine olimpioniche!! Il triclosan
appartiene ad una classe di sostanze chimiche sospettate di provocare il
cancro. Esternamente può provocare irritazioni alla pelle. Internamente, può
portare a sudori freddi, collasso circolatorio, convulsioni, coma e morte. Se
accumulato nei grassi corporei fino a livelli tossici, danneggia il fegato e i
polmoni, può causare paralisi, sterilità, soppressione delle funzioni
immunitarie, emorragie al cervello, diminuzione della fertilità e funzioni
sessuali, problemi cardiaci e coma. Usare il triclosan giornalmente dai
prodotti per la casa fino a saponette per bambini e dentifrici, può essere
quanto meno imprudente.
Aluminium: c'è un significativo e
provato orientamento nei riguardi dell'incidenza del morbo di Alzheimer fra gli
utilizzatori (di lungo termine) di antitraspiranti a base di aluminium.
Nonostante ciò anche le marche maggiori continuano ad usare aluminium come
ingrediente principale
Da queste informazioni, c'è poco
da meravigliarsi se il cancro e altre gravi malattie sono in aumento. Tutte
queste sostanze chimiche dannose che troviamo nei prodotti di ogni giorno,
assieme all'inquinamento dell'aria e dell'acqua, hanno creato un ambiente che
non è più favorevole. Se si tiene alla propria salute bisogna controllare gli
ingredienti di tutti i prodotti personali... trovare un' alternativa sicura e
sbarazzarsi dei prodotti tossici. Che valore diamo alla nostra salute?
Alimentazione
Sempre più spesso si parla di
"alimentazione naturale", come se si trattasse di un particolare modo
di alimentarsi, diverso da quello usuale, come se all'uomo fosse consentito
alimentarsi in modo non-naturale. Come sappiamo questa alimentazione si basa
sul consumo di alimenti di origine vegetale ed animale, completi di tutte le
sostanze che li compongono all'origine, cioè integri, non raffinati, privi di
sostanze artificiali. Chi non si attiene a questa regola base corre il rischio
di mettere nel piatto insieme al cibo una lunga serie di sostanze chimiche,
tutte più o meno tossiche per l'uomo: alimenti transgenici, fertilizzanti,
diserbanti, fitofarmaci, antibiotici, ormoni e altri presidi farmacologici con
cui vengono trattati regolarmente gli alimenti di origine animale. A questo
elenco va aggiunto un ragguardevole numero di additivi utilizzati nelle varie
fasi di preparazione e conservazione degli alimenti, come coloranti,
conservanti, grassi idrogenati, dolcificanti, antiossidanti, aromatizzanti,
ecc.
Un nutrimento inadeguato impedisce l'assorbimento di alcuni minerali e vitamine
essenziali e provoca sforzi eccessivi da parte del nostro corpo, a partire dal
sistema nervoso e dai processi cellulari, circolatori e organici, e può causare
disturbi psichici, indebolimento fisico e disfunzioni organiche, le quali, in
seguito, possono trasformarsi in malattie più o meno gravi.
Il modo più semplice per vivere
armonicamente il proprio rapporto con il cibo in modo consapevole è quello
della conoscenza, unita ad un maggiore rispetto della Natura.
Cominciamo quindi con il leggere sempre le etichette degli alimenti che
consumiamo, cercando nel contempo di avere informazioni sulla provenienza, sul
contenuto e sulle proprietà degli alimenti con cui ci nutriamo, dato che tutto
quello che mangiamo diventa parte del nostro essere.
Negli ultimi anni i consumatori
sono stati colpiti da un'impressionante sequenza di disastri alimentari: mucca
pazza, diossina, acqua nitrata, organismi geneticamente modificati, metalli
pesanti, e sono quindi preoccupati per la crescente industrializzazione
dell'agricoltura. Quando non si è più sicuri di quello che mangiano i bambini
nelle mense scolastiche, quando la carne che si mangia rischia di diventare una
minaccia mortale per la salute, quando si vedono scomparire specie animali e
vegetali, quando non si può più scegliere cosa far arrivare nel proprio piatto,
significa che è necessaria un'inversione di rotta nella politica agricola, nel
commercio internazionale e nella deliberata ignoranza nella quale vengono
tenuti i consumatori.
Guardando solo al profitto,
l'agricoltura tradizionale è diventata agrochimica. Da attività che produce alimentazione, l'agricoltura è diventata un
modo per fare soldi!
ATTENTI ALL’ACQUA!
«Qualcuno vuol darcela a bere»
Tratto da libro di Giuseppe Altamore, giugno 2003
«E’ molto chiaro che fare affidamento sull’acqua in bottiglia, pensando che solo perché non viene dal rubinetto sia più pura e immune dall’inquinamento, non risolverà affatto i problemi di sicurezza e approvigionamento», afferma Gianfranco Bologna, portavoce del WWF Italia.
«Ma la migliore acqua da bere non si trova necessariamente in una bottiglia», chiarisce Bologna. «Se vogliamo bere acqua pura dobbiamo porre maggiori sforzi nel proteggere fiumi, laghi e falde idriche, e poi investire in modo che tale acqua arrivi in modo sicuro al consumatore attraverso i rubinetti».
Per queste ragioni, l’acqua minerale è stata
inclusa tra gli otto mali che affliggono l’acqua in Italia. Non
solo, il consumo di acqua minerale è stato incluso fra i mali del «Pozzo di
Antonio», il rapporto sullo stato dell'acqua in Italia, a cura di Riccardo
Petrella, presidente del Comitato italiano del contratto dell'acqua, che
delinea un quadro dello stato delle risorse idriche nel nostro paese e delle
loro gestione. E dove starebbe il male? L'acqua minerale non è forse più pura e
più sana e, dunque, migliore per la salute di quella potabile?
«La prima ragione del 'male', sta per l'appunto nell'ingiustificata credenza che l'acqua minerale sia più pura e più sicura dell'acqua potabile. L'acqua minerale non è né per definizione né in pratica necessariamente più pura e più sana dell'acqua potabile, si legge nella relazione. Anzitutto l'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma come un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali siano contenute 40/50µg/l di arsenico senza l'obbligo di dichiararlo sulle etichette. Lo stesso vale per altre sostanze.
|
Valore limite di alcune sostanze
contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale |
||
|
|
Valori limite acque potabili |
Valori limite acque minerali |
|
Arsenico totale (µg/l) |
10 |
50 |
|
Bario (µg/l) |
- |
1 |
|
Cromo (µg/l) |
50 |
50 |
|
Piombo (µg/l) |
10-25 |
10 |
|
Nitrati (mg/l) |
50 |
45-10* |
|
Alluminio (µg/l) |
200 |
Nessun limite |
|
Ferro (µg/l) |
200 |
Nessun limite |
|
Manganese (µg/l) |
50 |
2000 |
|
Fluoruro (mg/l) |
1,50 |
Nessun limite |
* Valore relativo ad acque destinate all’infanzia
Una clamorosa omissione che può
essere pericolosa per la salute di chi beve sistematicamente la stessa acqua
minerale per anni senza controllo medico. Ricordiamo, inoltre, che nel febbraio
«La seconda ragione del 'male' risiede nel fatto che se - come abbiamo
visto - l'acqua minerale non è né più pura né più sana della potabile è
certamente molto più cara: dalle 300 alle 600 e persino 1000 volte più cara»,
aggiunge Petrella.
Secondo gli ultimi
dati, derivati da un'inchiesta della Federconsumatori, il costo medio in Italia
di
Un litro di Perrier costa più di
«Il successo di mercato delle acque minerali è chiaramente uno scandalo»,
continua Petrella.
«Ci troviamo di fronte a un fenomeno di sfruttamento a fine di lucro di un bene
demaniale che secondo quanto ha riconfermato la legge sull'acqua del 1994 (la
legge Galli) fa parte del patrimonio inalienabile delle regioni. Lo
sfruttamento avviene con il beneplacito formale ed esplicito delle autorità
pubbliche. Le regioni hanno ceduto il diritto di gestione delle acque minerali
a delle tariffe ridicolmente basse. Il caso della Lombardia, una delle regioni
a più alta densità di fonti minerali illustra bene la situazione. Su più di
2000 miliardi di lire che rappresentano il business delle acque minerali in
Lombardia per 8 miliardi di litri di acqua estratti di cui solo 2 miliardi e
mezzo sono stati imbottigliati e venduti (che fine hanno fatto gli altri 5,5
miliardi di litri estratti?), la regione Lombardia ha visto arrivare nelle sue
casse meno di 300 milioni di lire, una miseria rispetto agli incassi delle
imprese private.
Quel che è grave è che più dell’80% delle acque minerali sono imbottigliate in
contenitori di plastica (in Pet), il cui costo si aggira sui 1° cent contro i
25 cent per la bottiglia di vetro. I costi dello smaltimento ricadono sulle
regioni che spendono di più di quanto incassino dai canoni delle concessioni di
sfruttamento delle fonti.
«Non è difficile capire, ora, perché il business dell’acqua minerale
sia così lucroso e le ragioni che hanno spinto il capitale privato a
influenzare, tramite la pubblicità e la potenza della grande distribuzione, il
comportamento delle popolazioni occidentali a diventare dei grossi consumatori
d’acqua minerale», precisa Petrella. «Aneddoto che aggiunge il 'comico' a una
situazione inquietante: nel febbraio 2002 un decreto del Ministero della Sanità
ingiungeva agli esercizi di vendere al consumatore l’acqua minerale naturale
originariamente preconfezionata in confezione integra o aperta soltanto al
momento della consumazione. Una tale misura, se fosse entrata in vigore,
avrebbe comportato uno sperpero inimmaginabile di bottiglie. Fortunatamente, di
fronte alla numerose critiche, il Ministero ha ritirato il decreto alcuni
giorni dopo averlo adottato».
Il business
dell’acqua minerale è un business a forte concentrazione industriale e
finanziaria. Nestlé (multinazione svizzera) e Danone (francese) sono
rispettivamente la numero uno e la numero due delle imprese mondiale d’acqua
imbottigliata. Da sole rappresentano più del 30% del mercato mondiale. Nestlé
possiede più di 260 marche d’acqua minerale in tutto il mondo, fra cui Vittel,
Contrex, Terrier (la più importante del mondo) e le italiane San Pellegrino,
Lievissima, Panna. Fanno parte invece della Danone: Ferrarelle, San Benedetto
(Guizza)… Il grande business delle minerali in Italia è, dunque, fonte di
benefici soprattutto per gli azionisti della Nestlé e della Danone.
«La
terza ragione del 'male' risiede nella mercificazione dell’acqua e nella
privatizzazione dei servizi d’acqua. Questi hanno trovato nel business delle
acque minerali uno strumento potente di stimolo e di 'legittimazione'. Perché
non mercificare anche l’acqua potabile, si sono detti gli operatori privati?
Che differenza c’è – domandano – tra l’acqua potabile e l’acqua minerale? Se la
mercificazione di quest’ultima non solleva nessun problema economico, politico,
sociale, etico, perché – si chiedono il consumatore e il finanziere – si deve
impedire di vendere e acquistare l’acqua potabile come ogni altra merce? Perché
le imprese private non dovrebbero prendersi cura anche dei relativi servizi
idrici?
Il mondo commerciale
dell’acqua minerale sta scombussolando l’intero settore dell’acqua.
Attirate dagli alti livelli di profitto e dalla allettanti promesse
future del business acqua, potenti imprese come
L’espansione del 'mercato dell’acqua' ha condotto a un rimescolamento delle
carte a livello delle imprese: le imprese tradizionali d’acqua minerali sono
entrate nel settore dell’acqua potabile in bottiglia e, viceversa, le imprese
d’acqua potabile cominciano a intervenire nel settore delle acque in bottiglia
(minerali comprese). Lo stesso dicasi delle imprese di soft drinks (limonate,
cola, bevande gassate…) e del latte (
«Tutto ciò in una logica commerciale e di profitto. La mercificazione
dell’acqua, facilitata dal boom delle acque minerali, rappresenta uno dei mali
più gravi e insidiosi», accusa Petrella.
Magistratura all’attacco
Dal 25 dicembre 2003 è definitivamente entrata
in vigore una nuova legge riguardante la qualità delle acque destinate al
consumo umano, la n. 31 del 2001. L’obiettivo della nuova legge è la
ricerca di una sempre maggiore sicurezza sulla base delle indicazioni della
Organizzazione Mondiale della Sanità e di ricerche epidemiologiche
internazionali che rivelano la presenza di nuovi rischi prima ignoti. Sono state infatti individuate
sostanze inquinanti che, in passato, non si pensava potessero esistere
nell’acqua potabile, anche in frazioni di millesimi di grammi.
Finora si riteneva che tale legge non
potesse riguardare le acque minerali ma soltanto l’acqua potabile comune.
Ebbene, il sostituto procuratore di
Bari, Domenico Seccia, ha disposto la citazione in giudizio per i vertici di
due aziende,
Gli imputati dovranno rispondere per
produzione e commercio di bevande pericolose per la salute pubblica, non
genuine, con valori di sostanze nocive superiori ai limiti previsti per le acque
destinate al consumo umano . La legge cui fa riferimento il sostituto
procuratore è proprio la 31/2001, che disciplina appunto le acque destinate al
consumo umano e che si riteneva non dovesse applicarsi alle minerali.
In sostanza il magistrato ha ritenuto che le garanzie della legge si
dovessero estendere anche alle minerali (anch’esse destinate al consumo umano)
che del resto, in base alla Direttiva Europea 2003/40, devono avere gli stessi
limiti delle acque potabili di rubinetto in riferimento alla concentrazione di
sostanze nocive. Cio’ susciterà un mare di polemiche da parte dei signori delle
acque. Ma quando in ordine all’uso di beni comuni il controllo democratico si
ravviva, ovviamente per le multinazionali dell’acqua i tempi si fanno duri.
Frattanto il Ministero ha confermato in
aula lo stop al rilascio del riconoscimento dell’acqua minerale naturale
prelevata dalla San Benedetto dai pozzi di Padernello di Paese. Infatti il Consiglio superiore di sanità,
ha rilevato la presenza di un valore di arsenico
superiore al limite di legge.
INQUINANTI ORGANICI PERSISTENTI
Europa 1999: polli alla diossina in Belgio;
umani e animali selvatici contaminati da DDT, PCB e altre sostanze chimiche;
pesticidi e altri composti tossici nel nostro cibo; i mari della terra
inquinati dal TBT (Tributilstagno) contenuto nelle vernici delle imbarcazioni;
le comunità dellâArtico avvelenate da sostanze chimiche provenienti da lontane regioni
industrializzate. La punta dellâiceberg? Probabilmente, poiché non siamo ancora
a conoscenza della pericolosità maggior parte delle sostanze chimiche che
utilizziamo.
Avvelenamento globale
Attorno a noi vediamo impianti chimici, pesticidi velenosi sparsi sui campi, le acque nei nostri fiumi contaminate da sostanze chimiche tossiche.
Le sostanze chimiche persistenti non conoscono confini. Si diffondono attorno al globo trasportate dalle correnti dell’aria e del mare. In corrispondenza dei poli, o delle alte regioni montagnose, il clima freddo favorisce la condensa di queste sostanze chimiche, che si ridepositano con le precipitazioni, raggiungendo la terra o lâacqua ed entrando nella catena alimentare.
Nella maggior parte delle regioni Artiche non esistono impianti chimici. La densità umana è bassa e le popolazioni vivono di caccia, di pesca e di raccolta il cibo secondo tradizioni antiche. Oggi la loro salute e la sopravvivenza di animali selvatici sono messi in pericolo dal nostro inquinamento. Lo stesso accade alle balene negli oceani e gli animali che vivono nelle regioni montagnose come le Alpi. Molte sostanze tossiche sono persistenti, in quanto resistono alla degradazione e possono percorrere anche lunghe distanze dai loro punti di emissione. La loro origine è nelle aree fortemente industrializzate e coltivate intensivamente.
Da dove provengono le sostanze tossiche?
Le sostanze chimiche
estremamente tossiche che rimangono nell’ambiente per molto tempo e che si
accumulano nella catena alimentare sono chiamate Inquinanti Organici
Persistenti (POPs: Persistent Organic Pollutants). In Europa, alcuni POPs ben
conosciuti come i PCB e DDT sono stati banditi diversi anni fa. Malgrado il bando, queste sostanze stanno ancora inquinando
l’ambiente e la nostra catena alimentare, mentre altri composti tossici vengono
tuttora prodotti o utilizzati in tutto il mondo industrializzato.
Le sostanze chimiche che rientrano tra i POPs:
Questa può solo essere la punta dell’iceberg: in Europa ci sono in commercio più di 100.000 sostanze chimiche, delle quali 3.000 sono classificate ufficialmente dall'Unione Europea come pericolose. Ma solo di alcuni di essi si conoscono gli effetti ambientali , e sono davvero poche le sostanze chimiche prodotte dall'uomo a essere monitorate costantemente nellâambiente. Molte di esse sono disperse inconsapevolmente, attraverso i più diversi processi di produzione o lavorazione.
Effetti tossici delle sostenze inquinanti persistenti (POPs)
I POPs sono caratterizzati da tossicità, persistenza nell'ambiente e accumulazione nellâuomo e negli altri organismi; specialmente nel grasso Inoltre si trasferiscono lungo la catena alimentare. In via generale, quanto più un animale è a un livello superiore della piramide alimentare, tanto più è elevata la concentrazione di POPs nel suo corpo. Gli uomini sono in cima alla catena alimentare e per questo motivo sono soggetti ad un maggior accumulo di POPs. Le popolazioni dellâArtico sono maggiormente esposte poiché la loro dieta tradizionale consiste, nella maggior parte, in animali contenenti una grande percentuale di grassi.
La minaccia per gli esseri umani
Umani e animali sono molto
vulnerabili ai POPs. Gli adulti che anno accumulato sostanze tossiche nel corso
della loro vita, possono trasferirle alle generazioni successive.
Ci sono prove che i POPs causano
danni all’ambiente, animali e persino agli esseri umani:
Il
presente studio, commissionato da Greenpeace e WWF-UK al laboratorio TNO, ha
analizzato campioni di sangue di un certo numero di donne, confermando che la
mamma passa al feto, involontariamente, attraverso il cordone ombelicale, le
sostanze chimiche pericolose impiegate nei prodotti di uso quotidiano.
Indagini
precedenti avevano già riportato la presenza di composti dannosi nel sangue e
nei tessuti umani, nonché la capacità di alcuni di essi di passare attraverso
la placenta. Questa ricerca costituisce un'ulteriore conferma del fatto che
alcune sostanze, appartenenti ad otto gruppi di composti di pericolosità provata
o sospettata, sono normalmente presenti nel sangue del cordone ombelicale. I
risultati di questa indagine pongono l'accento sulla necessità impellente di
trovare dei meccanismi per sostituire queste sostanze con alternative più
sicure.
Attualmente
esistono più di 100.000 diversi composti disponibili sul mercato, i cui
potenziali effetti nocivi sono praticamente sconosciuti a causa dell’attuale
regolamentazione europea in materia di produzione, commercializzazione ed
utilizzo delle sostanze.
La ricerca
arriva alla conclusione che le sostanze pericolose sono contaminanti comuni del
sangue sia materno che del cordone ombelicale, indicando che tali composti
hanno la capacità di trasferirsi dall’organismo materno a quello del bambino
tramite la placenta. Come proteggere i nostri bambini dall'esposizione a tali
sostanze chimiche potenzialmente pericolose? La sola risposta è che i governi
creino dei meccanismi che spingano l'industria a sostituire tali composti con
alternative più sicure.
L'Unione
Europea attualmente sta revisionando la sua politica in materia di sostanze
chimiche. La legislazione proposta, il sistema REACH [ Registrazione,
Valutazione ed Autorizzazione delle Sostanze chimiche ], rappresenta una grande
opportunità per proteggere l’uomo dalle sostanze chimiche sintetiche. REACH è
pensato per colmare la mancanza di informazioni sui composti e per agire in via
preventiva su quelle più problematiche. Purtroppo, in base all'attuale bozza,
sarà ancora possibile ottenere il permesso di continuare ad utilizzare una
sostanza chimica pericolosa anche se esiste un'alternativa più sicura. (http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/cordone-ombelicale-estratto)
CIBO CONTAMINATO DA
METALLI TOSSICI
La
ricerca ha dimostrato che il progressivo inquinamento ambientale ed alimentare
che accompagna e caratterizza la società industrializzata mette in crisi il
nostro sistema detossificante, producendo una diffusione di malattie
cronico-degenerative, quali cancro, immunodeficienze, autismo, Alzheimer e la
comparsa di sintomatologie difficilmente inquadrabili. I metalli tossici,
mercurio, piombo, alluminio, cadmio, arsenico sono certamente i principali
responsabili e purtroppo il loro ruolo non viene interpretato dalla medicina
specialistica. I metalli tossici sono
sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo
attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, abiti e trasporti. I metalli si accumulano
lentamente e progressivamente negli organi (ossa, fegato, rene, SNC, tessuto
adiposo) e nei tessuti dove svolgono la loro azione dannosa. L’ eccesso di
metalli nel nostro corpo blocca l’attività di numerosi complessi enzimatici a
molti e diversi livelli con conseguente danno metabolico ed energetico
inducendo una vasta gamma di sintomi spesso di difficile interpretazione
Ferramenta ambulanti http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/salutemedicina/index.html
E’ in
arrivo l’uomo bionico.
I metalli che ingeriamo ci stanno trasformando
in ferramenta ambulanti.
L’elenco che segue riporta alcuni metalli
contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come
Titanio, Cobalto,
Argento.
Basta saperlo. Come per le sigarette
è sufficiente aggiungere un’etichetta con su scritto: “Attenzione, vetro all’interno”,
oppure “Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali”.
L’elenco:
Pandoro
Motta: Alluminio, Argento
Salatini Tiny Rold
Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
Biscotti Offelle
Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti Galletti
Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine Barilla:
Titanio
Granetti Barilla:
Ferro, Cromo
Nastrine Barilla:
Ferro
Bauletto Coop: Ferro,
Cromo
Plum cake allo yogurt
Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
Ringo Pavesi: Ferro,
Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
Pane carasau (I
Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
Pane ciabatta Esselunga:
Piombo, Bismuto, Alluminio
Pane morbido a fette Barilla:
Piombo, Bismuto, Alluminio
Paneangeli Cameo:
Alluminio, Silicio
Pane Panem: Ferro,
Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
Cornetto Sanson
(cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella
Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato Manzo
Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato Vitello
e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao in polvere Lindt:
Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini Fini:
Ferro, Cromo
Hamburger McDonald’s:
Argento
Mozzarella Granarolo:
Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum Daygum
Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore Formula 1
(pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
Integratore Formula 2
Herbalife: Ferro, Cromo
I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e
micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di
metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
Nessuno degli inquinanti
particolati di cui sopra è
biodegradabile e, dunque, resta dov'è per
sempre.
E dov'è è un tessuto umano.
Chiedo
a queste aziende, se vogliono, di dare una
spiegazione.
Io la pubblicherò sul
blog.
9/11/2005
Per cercare di chiarire alcuni dubbi posti
dai vostri commenti, pubblico una integrazione al post.
Alcuni
dei metalli elencati come inquinanti fanno
parte di quelli che si chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell’ottica, sono
essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è un componente dell’emoglobina
e, se non ci fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere ossigenati; il Rame
è fondamentale per la formazione dell’emoglobina, il Cobalto è presente nella
composizione della Vitamina B12, e così via. Attenzione, però a non cadere nell’equivoco.
Ciò di
cui stiamo parlando non sono ioni (atomi)
che entrano nella composizione di sostanze naturali e che, non raramente, sono
indispensabili per la nutrizione; ciò di cui parliamo sono particelle, minuscoli
sassolini, che vengono involontariamente immessi come inquinanti nei cibi.
Le fonti di questi materiali estranei sono tantissime. Tra i tanti esempi che
si possono fare, c’è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei cibi.
I sistemi di macinazione sono
spesso costituiti da acciaio (Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale
si usura, perdendo scorie che entrano nel macinato. Queste scorie sono proprio le particelle che non
dovrebbero esserci e che, una volta ingerite, entrano nel
circolo sanguigno per essere rapidamente sequestrate da vari organi (reni,
fegato, ecc.), dove restano in eterno
perché non sono biodegradabili.
Il problema è che sono dei corpi
estranei e l’organismo li vede come tali, facendo partire una reazione infiammatoria
(granulomatosi) che si cronicizza e può diventare cancro o restare, comunque,
un’infiammazione che è pur sempre una malattia.
Dunque, un conto è mangiare una
bistecca che contiene Ferro organico perché presente
naturalmente nel sangue dell’animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo e un conto è mangiarsi delle palline piccole piccole
di Ferro. Da notare che più
queste particelle sono minuscole, più sono aggressive, potendo
addirittura penetrare all’interno dei nuclei
delle cellule quando la loro dimensione è al di sotto di una
certa soglia.
Tra i metalli elencati, comunque, ce ne
sono diversi che non entrano in nessuna combinazione biologica utile (Titanio,
Bario, ecc.) e sono chimicamente
tossici.
Naturalmente
le aziende sono tutte perfettamente a
posto dal punto di vista legale, non esistendo alcuna legge che
imponga non solo l’eliminazione, ma anche solo la ricerca o l’elencazione in etichetta di quelle sostanze.
Che la scienza viaggi con un passo
diverso rispetto alla legge è un fatto noto di cui non c’è da
stupirsi.
Così come non c’è da stupirsi (anche se può fare leggermente schifo) che le industrie non abbiano alcuna
voglia di scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che va…
RIFIUTI TOSSICI UMANI http://www.beppegrillo.it/muro_del_pianto/salutemedicina/index.html
Siamo
sempre in emergenza cibo con il caso della Tetra Pak ed il
colorante passato nel latte. La contaminazione delle confezioni Tetra Pack non
coinvolge solo
Nella
valutazione del rischio c'è la sterilizzazione del prodotto nella
catena lavorativa. In questo caso, trattandosi di cessione, si dovrebbe tenere
il prodotto per alcuni giorni ed andare a controllare cosa passa all'interno.
Nessuno ha detto se il colorante è tossico per la
salute umana, e soprattutto se lo è in quelle concentrazioni.
Dal
Portogallo all'Uzbekistan tutti i ministri della salute e dell'ambiente
ammettono che i nostri bambini sono più ammalati di quelli di 50 anni fa. Le
allergie al cibo sono all'ordine del giorno. I tumori nei bambini aumentano
ogni anno dello 0.8% dal 1963 al 2003.
La
maggior parte delle addizioni al cibo non è necessaria e nessuno ne
ha ancora valutato la portata.
Esiste un chewingum a cui è stato addizionato il vetro. Ora
il potere nutrizionale del vetro non solo è nullo, ma il vetro non è
digeribile. Perché ci fanno mangiare qualcosa che non riusciamo a digerire?
L’emergenza mucca pazza forse è finita, ma abbiamo ora l'influenza aviaria.
Nel primo caso sono state messe sotto accusa le farine, ma
nel caso dei polli, qualcuno si è domandato cosa gli danno da mangiare?
E’ in
commercio il pomodoro in scatola cinese.
Ma sappiamo qual è la sua catena produttiva? Seguono le nostre stesse leggi europee?
Hanno i nostri stessi controlli?
Scoccerebbe parecchio mangiare il pesticida degli anni '60 che
rimane sul pomodoro o mangiare la polvere dell'inquinamento
ambientale cinese.
La cremazione in
alcuni Paesi costa tantissimo perché hanno appurato che il corpo è
diventato un rifiuto tossico nocivo. Siamo pieni di
cadmio, piombo, conservanti, nichel, osmio.
Però
c’è un vantaggio, se ti seppelliscono ti conservi come i
vampiri.
Polli
messi al forno, prima di “impazzire”
Guglielmo Donadello,
consulente aziendale settore zootecnico e agroalimentare (Liberazione, 19
novembre 2000)
Che cos’è oggi il pollo da carne?
Stiamo parlando di broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un
paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The
Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata,
selezionate esclusivamente per l’ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni
è una vera macchina biologica ad elevatissimo “indice di conversione”: un broiler mangia un chilo e mezzo di
mangime e ne “produce” uno di carne. Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha
neanche il tempo per diventare pazzo). Questi polli denominati “galletti”
quando arrivano a “maturazione” pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati
a busto circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così
accelerati servono allevamenti e mangimi adatti.
Come vengono allevati
Si chiama
allevamento integrato. Assoggettato, cioè, alla filiera industriale della
produzione di carne, le cui principali fasi sono: produzione della gallina
ovaiola, incubatoi delle uova, produzione dei pulcini, magnifici, macelli,
industria di lavorazione, logistica, commercializzazione nella rete della
grande distribuzione organizzata. Nel nostro paese due aziende controllano
oltre il 70% del mercato. Una è l’AIA del gruppo Veronesi e l’altra è del
gruppo Amadori.
L’allevamento viene svolto in grandi capannoni dove possono stare decine di migliaia
di volatili: con una densità di 10-15 per metroquadro, sino a 30 chili di
“carne” a mq. (I regolamenti UE per gli allevamenti biologici stabiliscono in
tre polli per metro quadrato la densità massima ammissibile). Beccano tutto ciò
che ha colore paglierino, giorno e notte, grazie all’illuminazione artificiale.
Le temperature sono sempre elevate (anche a causa della luce e delle deiezioni,
che vengono raccolte con una ruspa per la produzione della pollina,
sottoprodotto usato come concime agricolo o combustibile; e fino a 10 anni fa
come mangime per bovini da ingrasso).
Le condizioni igieniche sono terribili. Gli animali vivono dal primo all’ultimo
giorno della loro brevissima vita calpestando e dormendo sulle loro deiezioni.
Le infezioni batteriologiche sono contrastate dal primo all’ultimo giorno di
vita con gli antibiotici contenuti nei mangimi; ma per i virus – come si sa –
non ci sono farmaci. Da qui l’uso di vaccini che, come è noto, creano una
quantità di anticorpi che contrastano l’estrinsecazione delle manifestazioni
patologiche del virus, ma impediscono la eradicazione dello stesso, consentendo
che animali solo apparentemente sani siano commercializzati: con il rischio che
il virus si trasferisca dall’animale all’uomo. A questo si aggiunge il rumore
spaventoso provocato dal pigolare di 50.000 – 100.000 animali spaventati,
tenuti in quelle condizioni.
L’organismo del broiler, che è pur sempre un animale diurno, viene messo a dura
prova, l’apparato digerente stressato, la sua capacità di resistenza agli
agenti patogeni fortemente indebolita. Nel territorio dove sono inseriti, senza
un minimo di criterio di biosicurezza, questi allevamenti sono delle vere e
proprie bombe batteriologiche, pericolose e costose per tutta la collettività.
Pericolose, in quanto incubatoi di possibili virus trasmissibili agli uomini,
come salmonelle e influenze; costose, come il caso dell’ultima peste aviaria
costata alla sola regione veneta 110 miliardi, e altri 500 allo stato.
Cosa mangiano
I polli dovrebbero
mangiare mais, soia e fibre. Trasformano proteine vegetali in proteine nobili.
I broiler, che rappresentano il 99% dei 520 milioni di polli e dei 22 milioni
di tacchini che mangiamo ogni anno, mangiano esclusivamente mangimi
industriali, prodotti in larghissima misura da due o tre aziende. Le formule di
questi mangimi sono top secret; possono in questo modo metterci dentro di tutto
e di più. Il mais e la soia, che sono i componenti principali (fino al 60/70%),
sono in grandissima parte di importazione e di produzione transgenetica, perché
costano meno. Contrariamente alle normative per i bovini, i mangimi per pollame
e tacchini possono contenere farine di carne e di pesce, pannelli di olio
esausto, grassi di origine animale. La vicenda di due anni fa dei polli belgi
alla diossina è dovuta a un “eccesso” di PCB, ma se sta nei limiti tollerati si
può dare da mangiare ai polli anche oli esausti di motori.
Ma i risultati migliori si ottengono con le proteine animali derivate dalle
interiora, dalle teste, dalle zampe, dalle piume derivate dai loro fratelli
morti in precedenza; oltre alle proteine animali acquistate dove costano meno
(farine di sangue e di pesce). Ai polli ed ai tacchini ne vengono somministrate
una quantità fino al 30% nel tacchino, un po’ meno per il pollo.
Cosa si ottiene
Si ottengono dei
pulcinotti venduti come galletti o tacchini, con una carne senza gusto né
qualità organolettiche, e di dubbia salubrità.
I polli così allevati se li cucini due minuti di più letteralmente si sbriciolano,
se li lasci raffreddare rilasciano il classico odore di pesce con cui sono
stati allevati. Oggi la carne di pollo non viene offerta da nessun ristorante
degno di questo nome, viene data solo nelle mense delle fabbriche, delle scuole
o per le mense delle famiglie sotto i due milioni al mese.
Per i tacchini è ancora peggio: la carne è letteralmente immangiabile. Amadori
la tritura, aggiunge un po’ di manzo e propone in questi giorni con la
pubblicità i rotoloni di carne “per una buona domenica da passare in famiglia”.
Questi rotoli sono fatti con la carne di tacchini con aggiunta di carne di
manzo e – come si dice in gergo – con la giusta quantità di aromatizzanti.
Nessuno, ad esclusione dei pochi NAS, protegge i consumatori. Nessuno
controlla, e i nostri 7000 veterinari pubblici, come da precise istruzioni,
guardano, registrano, e alla fine non possono fare altro.
POLLO
ALL’ARSENICO:
http://www.all-creatures.org/health/arsenicin.html
FONTI:
http://www.nonsoloaria.com/tsst.htm
http://www.profumo.it/aromaterapia/profumi_tossici.htm
http://www.rapidmix.it/capitolato/agenti.htm
http://facs.doing.it/default.asp?M=154|45|40|0
http://facs.doing.it/default.asp?M=41|40|0
http://www.ares2000.net/ricerche/scandaloacqua.htm
http://www.disinformazione.it/acqua2.htm
http://www.greenpeace.it/camp/toxic/pops/
http://web.tiscali.it/saguza/metalli_tossici.htm
http://www.disinformazione.it/pollipazzi.htm