Cosa sono le
nanoparticelle?
Con il termine nanoparticella si
identificano normalmente delle
particelle formate da aggregati atomici
o molecolari con un diametro compreso -
indicativamente -fra 2 e 200 nm.
Per dare un'idea dell'ordine di
grandezza, le celle elementari dei
cristalli hanno lunghezze dell'ordine di
un nanometro; la doppia elica del DNA ha
un diametro di circa 2 nm.
Il termine è utilizzato correntemente
per indicare nanoaggregati, cioè
aggregati molecolari o atomici, con
interessanti proprietà chimico-fisiche,
che possono essere anche prodotti e
utilizzati nelle nanotecnologie.
A volte il termine è utilizzato per
indicare particolato ultrafine (in
particolare le singole particelle
discrete componenti le nanopolveri)
Questo è quanto potete leggere su
Wikipedia.
Ma su ecoblog.it ho trovato un
post molto interessante ed
esemplificativo. Un ragazzo riassume ciò
che ha ascoltato ad una conferenza
tenuta dai relatori Dott. Stefano
Montanari ed Antonietta Gatti, di cui
parla anche Beppe Grillo sul suo
blog.
I due ricercatori che, grazie ad un
particolare microscopio che permette di
studiare cellule vive, sono riusciti a
dare delle spiegazioni ai mali che
tutt’oggi ci colpiscono più
frequentemente quali i tumori ed ad
altre malattie che finora non sono
comprese (sindrome dei balcani, ad
esempio).
Che influenza hanno le nanoparticelle
sulla salute umana e anzitutto cosa sono
le nanoparticelle?
Sono semplicemente delle particelle di
natura varia che hanno dimensioni di
miliardesimi di metri.
Dallo studio si nota un’interessante
presenza di nanoparticelle all’interno
non solo del sangue, ma nelle cellule
stesse, fino al nucleo.
Queste nanoparticelle hanno la
possibilità di entrare nelle cellule e
addirittura arrivare al nucleo creando
diversi disturbi tra i quali le
mutazioni del DNA, ma la cosa più
sconvolgente è stato osservare che dette
particelle sono sempre presenti nei
tumori.
Un passo indietro: quando un corpo
estraneo entra nell’organismo questo
viene subito bloccato dal sistema
immunitario e, nel caso di sostanze
organiche (batteri o virus) vengono
scisse in componenti più semplici e
“digerite”; quando invece l’estraneo in
oggetto è inorganico, e quindi
non può essere digerito, la questione si
complica perché quella particella
estranea non può essere eliminata e
diventa tanto più nociva quanto più è
piccola, perché riesce ad eludere meglio
le difese dell’organismo ed entrare più
in profondità (ne è stata riscontrata la
presenza anche nel liquido seminale ed
all’interno degli spermatozoi con
conseguenti anomalie nei feti).
Il corpo umano quindi produrrà una sorta
di capsula (granuloma) al cui interno
rimarrà per tutta la vita
dell’individuo questo corpuscolo.
Il fatto di per se non sarebbe nemmeno
grave, se non per il fatto che questi
granulomi che si formano sono
infiammatori ed alla lunga possono
dare origine alla formazione di tumori.
Ma andiamo ad analizzare come si
formano le nanoparticelle.
La nanoparticelle si formano
naturalmente tramite processi fisici
meccanici ed è possibile ritrovarli ad
esempio nella sabbia, ma anche il mare
ed i vulcani sono dei produttori di
nanoparticelle.
L’uomo però ne produce in quantità
ben maggiori a partire da processi
quali la frittura, saldatura,
il fumo, le frenate delle auto
e l’utilizzo delle stesse auto che
provoca usura di pneumatici ed
asfalto.
Tutto ciò si deposita anche sulla
frutta e verdura che
abitualmente consumiamo e sui preparati
che da essi derivano.
Tra le altre fonti di nanoparticelle ce
ne sono alcune che hanno
dell’incredibile: pensate all’amorevole
cura di una madre intenta a spolverare
il proprio bambino col talco; il
talco, proprio per la presenza di
polvere così fine contiene una elevata
quantità di nanoparticelle ed è quindi
molto pericoloso per la salute del
neonato come della madre, e
frequentemente gli studi di Gatti e
Montanari hanno osservato la presenza di
talco in numerosi tumori ai polmoni (il
talco è stato equiparato all’amianto
tanto per essere chiari).
Altro caso riportato è stato quello di
un paziente che aveva dei disturbi al
ginocchio ed il medico gli aveva
prescritto delle infiltrazioni
contenenti particelle di oro
(antinfiammatorio), purtroppo il
paziente in questione è morto a seguito
di un tumore al fegato nel quale è stato
riscontrato proprio l’oro; quindi,
ironia della sorte, mentre si guariva il
ginocchio si stava minando la salute del
paziente.
Altro caso, quello delle gomme da
masticare contenente silicio (i
famosi “microgranuli”, per
intenderci) che a loro volta vengono
ingurgitati, passano nel sangue e
rimangono nell’organismo.
Lo studio di questi scienziati ha anche
evidenziato una corrispondenza tra
l’utilizzo dell’uranio impoverito
e la sindrome dei Balcani: questa non è
tanto cau sata dall’uranio in se e per
se, ma dal fatto che questo elemento
provoca delle temperature elevatissime e
quindi produce molte micro e
nanoparticelle che provocano tutta una
serie di malattie.
Stesso discorso per la sindrome delle
Torri Gemelle: tutte le polveri che
si sono sollevate hanno contaminato le
persone sopravvissute, i soccorritori e
gli altri abitanti.
Argomento portante è stato
l’inceneritore:
queste costruzioni sono delle strutture
che, come sappiamo tutti, servono a far
sparire la spazzatura.
Altrettanto bene sappiamo però che, per
la legge della conservazione della
massa, questi rifiuti non spariscono, ma
si trasformano.
Non tutti sanno che per smaltire 1
tonnellata di rifiuti (di per se poco
inquinanti e poco pericolosi per la
salute umana) si utilizza anche
dell’acqua e della calce e si inforna il
tutto.
Alla fine del processo si formeranno
ceneri volatili (di diversa
dimensione), ceneri “pesanti” che devono
essere smaltite a parte perché rifiuti
speciali assieme all’acqua e la
calce…tirando le somme si producono 2
tonnellate di rifiuti (tra speciali e
volatili).
Tutto questo senza contare la produzione
di polveri sottili e di nanoparticelle.
E’ stato anche smentito il famoso
filtro antiparticolato che
servirebbe a trattenere il PM10 e questo
punto credo che meriti maggiore
attenzione: il famoso filtro
antiparticolato per le autovetture
promosso anche dall’Unione Europea è di
per se una bufala…se avete pazienza ve
lo spiego meglio:
il filtro di per se trattiene le polveri
sottili che si sviluppano naturalmente
durante la combustione, questo grazie
all’insufflazione di ossido di cerio che
agglomera le particelle più piccole in
forme più facilmente trattenibili dal
filtro stesso.
Se fosse così però dopo 200-300 Km
saremmo fermi perché il filtro si
intaserebbe, allora cosa hanno
escogitato:
il filtro funziona solo in zona urbana
(il motore si accorge della differenza
perchè varia la velocità, il numero di
giri ecc), mentre in zone extraurbane lo
stesso ossido funziona come disgregatore
delle particelle precedentemente formate
creando, invece delle PM10, delle
PM2.5 o minori che sono più piccole
e quindi più nocive.
Concludendo: il filtro
antiparticolato non esiste o non è
efficace contro le particelle più fini e
pericolose che si formano durante la
combustione, e le nuove auto che
dovrebbero essere meno inquinanti in
realtà lo sono di più perché producono
particolato più fine e quindi più
pericoloso che non viene rilevato perchè
tutt’ora si misura il PM10.
La cosa grave di tutto ciò è che si è
cercati si aggirare l’ostacolo delle
PM10 riducendone le dimensioni ed
aumentando la patogenicità.
Fonte: wikipedia.org - ecoblog.it
Qui trovate dei video sul problema
nanoparticelle