a cura di: Dott. Giampaolo Talamo
APPARATO GENITOURINARIO
INSUFFICIENZA RENALE
Farmaci maggiormente responsabili:
cisplatino, metotrexato, mitomicina
C, streptozocina, nitrosouree.
Questi farmaci sono controindicati
quando la clearance della creatinina
e' <50 mL/min.
La nefrotossicita' e' l'effetto
collaterale piu' temuto del
cisplatino. La sua incidenza e' del
5% con idratazione adeguata e del
35% senza idratazione adeguata. La
nefrotossicita' da cisplatino si
associa a ipopotassiemia e
ipomagnesemia. La lesione primaria
consiste nella necrosi dei tubuli
contorti prossimali.
La nefrotossicita' da metotrexato si
verifica con dosi alte, >1
grammo/m2. Il meccanismo e' duplice:
il metotrexato induce un danno
citotossico diretto sulle cellule
tubulari renali e anche la
cristallizzazione e la
precipitazione di un suo metabolita
insolubile, il
7-idrossi-metotrexato, a livello dei
tubuli renali, con conseguente
nefropatia ostruttiva. E' per questo
motivo che la nefrotossicita' da
metotrexato puo' essere prevenuta da
un'idratazione forzata e
dall'alcalinizzazione delle urine,
che hanno l'effetto di aumentare la
solubilita' del
7-idrossi-metotrexato.
Nel caso delle nitrosouree, la
nefrotossicita' e' legata allo
sviluppo di una nefrite
interstiziale; anni dopo la
somministrazione dei farmaci, le
lesioni patologiche consistono in
fibrosi interstiziale e sclerosi
glomerulare.
SINDROME DI FANCONI
Farmaco maggiormente responsabile:
ifosfamide.
Si tratta di una disfunzione dei
tubuli prossimali, che e'
caratterizzata da ipofosfatemia
(manifestazione piu' frequente),
amminoaciduria, glicosuria (NB: lo
stick urinario e' positivo per
glucosio ma la glicemia e' normale),
e acidosi.
CISTITE EMORRAGICA
Farmaci maggiormente responsabili:
ciclofosfamide, ifosfamide.
La cistite emorragica e' dovuta
soprattutto all'acroleina, un
metabolita inattivo che e' tossico
per la mucosa uroteliale, ma anche
altri metaboliti, tra cui la
cloroetilazeridina e la
cloroacetaldeide, possono
contribuire a questo tipo di
tossicita'. La cistite emorragica si
verifica piu' frequentemente con l'ifosfamide
che con la ciclofosfamide, perche'
quest'ultimo farmaco produce meno
acroleina.
La cistite emorragica puo' essere
prevenuta mediante idratazione
forzata (2-3 litri/24 ore),
irrigazioni della vescica, e
somministrazione di Mesna (=
2-MercaptoEthaneSulfonate sodium [Na]),
un composto sulfidrilico che
inattiva l'acroleina.
CAMBIO DI COLORE DELL'URINA
Il colore normale dell'urina e'
giallo paglierino. Le antracicline
-come la doxorubicina- fanno
colorare di rosso le urine, e questo
deve essere spiegato al paziente,
che potrebbe interpretare il
fenomeno come l'emissione di sangue
nelle urine. La somministrazione di
mitoxantrone puo' dare un colore blu
alle urine.
AZOOSPERMIA
Farmaci maggiormente responsabili:
agenti alchilanti.
L'azoospermia e' l'assenza di
spermatozoi mobili e maturi nel
liquido seminale, ed e' una causa di
sterilita'. L'azoospermia puo'
essere reversibile oppure no, e
questo dipende spesso dalla dose:
con la ciclofosfamide, l'azoospermia
e' reversibile se la dose totale e'
<10 grammi; con il clorambucile, se
la dose totale e' <400 mg.
SISTEMA NERVOSO
ENCEFALOPATIA ACUTA
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C, metotrexato per via
endovenosa o intratecale.
La somministrazione intratecale di
metotrexato induce
encefalopatia/mielopatia acuta e
meningite asettica sia perche' causa
direttamente un'aracnoidite chimica,
sia perche' induce il rilascio di
adenosina nel sistema nervoso
centrale. Questa molecola e' un
potente depressivo del SNC.
L'aumento dei livelli di adenosina
e' legato all'azione del
metotrexato, che inibisce la sintesi
delle purine. Dal punto di vista
clinico, la neurotossicita' indotta
dal metotrexato puo' essere
migliorata dalla somministrazione di
metilxantine (aminofillina,
teofillina), che agiscono spiazzando
l'adenosina dai suoi recettori.
Un'encefalopatia acuta e reversibile
si verifica nel 35% dei pazienti
trattati con asparaginasi, e si
manifesta con confusione mentale,
sonnolenza, e a volte stato
stuporoso. Due meccanismi sono stati
proposti per spiegare
l'encefalopatia acuta da
asparaginasi: il primo e' la
produzione di acido glutammico, che
e' noto per la sua neurotossicita';
infatti l'asparaginasi non solo
idrolizza l'asparagina in acido
aspartico, ma anche la glutammina in
acido glutammico. Il secondo
meccanismo proposto e' la produzione
di ammonio (l'asparaginasi idrolizza
l'asparagina in acido aspartico e
ammonio); e' interessante notare che
i pazienti trattati con asparaginasi
hanno dei livelli ematici di ammonio
elevati, cosi' come quelli dei
pazienti con encefalopatia epatica.
ENCEFALOPATIA CRONICA
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C, carmustina, fludarabina,
metotrexato.
DISFUNZIONE CEREBELLARE
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C, 5-fluorouracile,
procarbazina.
Le manifestazioni cliniche sono la
dismetria, l'atassia, vertigini,
disartria e nistagmo. La patogenesi
della tossicita' cerebellare da
farmaci antineoplastici e' legata
alla distruzione specifica delle
cellule di Purkinje nei nuclei
cerebellari profondi.
Con il 5-fluorouracile, la
tossicita' cerebellare si manifesta
nell'1% dei pazienti trattati, ed e'
reversibile; i sintomi scompaiono
generalmente dopo 1-6 settimane
dalla sospensione del farmaco.
Con la citarabina, la tossicita'
cerebellare si verifica a dosi >500
mg/m2; i sintomi iniziano dopo 4-5
giorni dall'inizio dell'infusione, e
di solito si risolvono dopo una
settimana.
DEFICIT DEI NERVI CRANICI
Farmaci maggiormente responsabili:
cisplatino per via endoarteriosa,
vincristina.
La neuropatia cranica da vincristina
si manifesta soprattutto con deficit
dei muscoli extraoculari, ma si
osservano anche ptosi, paralisi
facciale e laringea, e deficit
dell'acuita' visiva da
compromissione del nervo ottico.
MENINGITE ASETTICA
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C per via endotecale,
metotrexato per via endotecale (vedi
sopra).
MIELOPATIA
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C per via endotecale,
cisplatino, metotrexato per via
endotecale (vedi sopra).
NEUROPATIA PERIFERICA
Farmaci maggiormente responsabili:
cisplatino, paclitaxel, vincristina,
vindesina.
La neurotossicita' di cisplatino,
vincristina e paclitaxel consiste in
una neuropatia periferica di tipo
sensoriale, caratterizzata da un
deficit sensorio con distribuzione
''a guanto'' e ''a calzino''. Altre
manifestazioni neurologiche
attribuibili al cisplatino sono la
perdita della propriocezione, della
sensibilita' vibratoria,
l'iporeflessia e il segno di
Lhermitte. La neuropatia da
cisplatino e' di solito reversibile,
ma il recupero avviene lentamente,
nel giro di molti mesi dalla
sospensione del farmaco.
Per quanto riguarda la vincristina,
la neurotossicita' e'
dose-dipendente e, se diagnosticata
in tempo, e' reversibile (ma
occorrono alcuni mesi). Le
manifestazioni cliniche della
neuropatia periferica da vincristina
includono la perdita della
sensibilita' con distribuzione ''a
guanto'' e ''a calzino'', parestesie
alle dita delle mani e dei piedi,
iporeflessia, perdita della funzione
motoria con debolezza muscolare
anche severa: paralisi di una mano,
di un piede e talvolta addirittura
una quadriparesi.
Non deve sorprendere che paclitaxel
e vincristina abbiano degli effetti
neurotossici sovrapponibili: infatti
si tratta di due farmaci che hanno
un meccanismo d'azione diverso (il
paclitaxel promuove l'aggregazione
dei polimeri di tubulina, mentre la
vincristina ne promuove la
depolimerizzazione), ma l'effetto
finale e' identico, cioe'
l'inibizione della mitosi per
disgregazione del fuso mitotico (da
qui l'effetto citotossico). Dato che
i polimeri di tubulina servono non
solo alla costruzione del fuso
mitotico, ma anche a trasportare i
mitocondri e i granuli secretori a
livello delle cellule nervose, si
comprende perche' questi farmaci
abbiano un effetto neurotossico.
NEUROPATIA AUTONOMICA
Farmaco maggiormente responsabile:
vincristina.
La tossicita' a livello del sistema
nervoso autonomico si manifesta
soprattutto con costipazione, ileo
paralitico, dolore addominale,
ritenzione urinaria, e ipotensione
ortostatica.
CONVULSIONI
Farmaci maggiormente responsabili:
alcaloidi della vinca, asparaginasi,
busulfano, carmustina,
ciclofosfamide, cisplatino,
etoposide, metotrexato, paclitaxel,
teniposide.
APPARATO CUTANEO
ORTICARIA / ANGIOEDEMA
Farmaci maggiormente responsabili:
asparaginasi, ciclofosfamide,
cisplatino, mecloretamina, melfalan,
metotrexato, tiotepa.
ERUZIONI MACULARI E PAPULARI
Farmaci maggiormente responsabili:
busulfano, dacarbazina, idrossiurea,
metotrexato.
FOTOSENSIBILIZZAZIONE
Farmaci maggiormente responsabili:
dacarbazina, 5-fluorouracile,
metotrexato, vinblastina.
REAZIONE DA RICHIAMO DELLA
RADIAZIONEFarmaci maggiormente
responsabili: actinomicina D,
antracicline, etoposide,
idrossiurea, metotrexato.
Questo effetto collaterale consiste
nella comparsa di eritema e
desquamazione cutanea nelle aree
precedentemente esposte a
radioterapia (anche alcuni anni dopo
la radioterapia).
VASCULITE
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C, idrossiurea, metotrexato.
SINDROME MANI-PIEDI
Farmaci maggiormente responsabili:
5-fluorouracile, capecitabina,
doxorubicina.
La sindrome mani-piedi consiste in
eritema, edema e parestesie a
livello dei palmi delle mani e delle
piante dei piedi.
NECROSI DA STRAVASO
Lo stravaso di farmaci
chemioterapici dall'interno di una
vena ai tessuti circostanti, a causa
di un posizionamento erroreo
dell'agocannula, puo' provocare
un'irritazione locale o una necrosi.
In seguito ad uno stravaso, i
farmaci irritanti (cisplatino,
etoposide, dacarbazina, carmustina)
producono infiammazione senza
necrosi.
I farmaci vescicanti (antracicline,
alcaloidi della vinca, mitomicina C,
mecloretamina, actinomicina D)
producono infiammazione, ulcerazione
e necrosi tissutale. Il dolore e'
intenso e inizia immediatamente;
dopo alcune ore insorgono eritema ed
edema locale; dopo alcuni giorni si
sviluppa un indurimento locale, ed
entro 1-4 settimane necrosi e
ulcerazione (25% dei casi).
La risoluzione spontanea di una
necrosi da stravaso non si verifica
quasi mai. La necrosi da stravaso e'
una di quelle complicazioni che
nessun oncologo vorrebbe incontrare
nella sua carriera, perche' puo'
comportare la necessita'
dell'amputazione dell'arto nei
pazienti in cui si e' verificata.
Per questo motivo si raccomanda,
quando possibile, che medici e
infermieri evitino le vene della
fossa antecubitale quando
somministrano farmaci vescicanti.
Se per sciagura si e' verificato uno
stravaso, ecco cosa bisogna fare:
1) Tentare di aspirare il farmaco
dall'ago.
2) Se non viene aspirato niente,
rimuovere l'ago.
3) Per alcuni farmaci chemioterapici
esiste un antidoto (per cui l'ago
puo' essere lasciato): applicazione
topica di dimetilsulfossido (DMSO)
per antracicline e mitomicina C,
ialuronidasi per gli alcaloidi della
vinca (promuove la dispersione del
farmaco), e sodio tiosolfato per la
mecloretamina (inattiva il farmaco).
4) Applicare impacchi di ghiaccio
nell'area dello stravaso. Fanno
eccezione gli alcaloidi della vinca,
che richiedono l'applicazione di
impacchi caldi.
5) Mantenere elevata l'arto
interessato per 48 ore.
6) Se dopo 48 ore la lesione
peggiora o il dolore e' aumentato,
ottenere una consulenza di un
chirurgo plastico.
ALOPECIA
La perdita dei capelli comincia dopo
2-3 settimane dall'inizio della
chemioterapia, ma si verifica solo
con alcuni farmaci antineoplastici,
e non in tutti i casi: per esempio,
l'alopecia si verifica nel 60% dei
pazienti trattati con irinotecan e
nel 30% di quelli che ricevono
vincristina.
Anche la modalita' di
somministrazione e' importante: la
perdita di capelli si verifica nel
100% dei pazienti quando la
doxorubicina viene somministrata in
bolo ogni 3-4 settimane, ma e'
minima quando lo stesso farmaco
viene somministrato in dosi divise
settimanalmente.
I capelli ricrescono quasi sempre
quando la chemioterapia viene
sospesa, pero' il colore o l'aspetto
possono essere diversi da quelli
originali (per esempio, possono
ricrescere un poco ricci).
LESIONI UNGUEALI
Bleomicina, docetaxel e paclitaxel
possono causare onicolisi, cioe' una
distruzione delle unghie che puo'
essere anche severa. Il
5-fluorouracile puo' indurre la
comparsa di bande ungueali di colore
nerastro, e il mitoxantrone puo' far
cambiare in blu il colore delle
unghie.
OCCHI
CONGIUNTIVITE
Farmaci maggiormente responsabili:
Ara-C, capecitabina, doxorubicina,
5-fluorouracile, metotrexato.
La congiuntivite da citarabina si
sviluppa generalmente nei primi tre
giorni di terapia, e puo' essere
prevenuta dalla somministrazione di
colliri a base di corticosteroidi.
UVEITE NECROTIZZANTE
Farmaco maggiormente responsabile:
mecloretamina.
RETINOPATIA
Farmaci maggiormente responsabili:
nitrosouree per via endoarteriosa.
EDEMA PAPILLARE / NEUROPATIA
OTTICAFarmaco maggiormente
responsabile: cisplatino.
ORECCHIE
OTOTOSSICITA'
Farmaco maggiormente responsabile:
cisplatino. L'ototossicita' si
verifica nel 5% dei pazienti
trattati con cisplatino, e i sintomi
sono il tinnito e il deficit uditivo
a livello delle frequenze alte.
DISTURBI METABOLICI
IPERURICEMIA
Farmaci maggiormente responsabili:
agenti alchilanti.
SINDROME DELLA LISI TUMORALE
Farmaco maggiormente responsabile:
Ara-C.
SIADH
Farmaci maggiormente responsabili:
ciclofosfamide, vincristina.
La SIADH (= sindrome da
inappropriata secrezione di ormone
antidiuretico) si manifesta con
iponatremia, e si puo' complicare
con convulsioni e morte.
REAZIONI SISTEMICHE
FEBBRE
Farmaci maggiormente responsabili:
bleomicina, citarabina, dacarbazina,
gemcitabina.
La febbre compare nel 30% dei
pazienti trattati con gemcitabina.
Una sindrome simil-influenzale si
verifica in quasi il 50% dei
pazienti trattati con dacarbazina ad
alte dosi e nel 25% dei pazienti che
ricevono le prime dosi di bleomicina.
REAZIONI DA IPERSENSIBILITA'
Farmaci maggiormente responsabili:
asparaginasi, bleomicina, paclitaxel.
Le reazioni da ipersensibilita'
includono l'orticaria (la piu'
frequente), brividi, febbre,
laringospasmo, asma e shock
anafilattico. Esse si sviluppano
entro 1 ora dalla somministrazione
del farmaco.
A causa della possibilita' di
reazioni da ipersensibilita' alla
bleomicina, prima di iniziare questo
farmaco e' opportuno somministrare
una dose-test.
Per quanto riguarda il paclitaxel,
la maggior parte delle reazioni da
ipersensibilita' si verifica dopo la
prima o la seconda dose. L'incidenza
di queste reazioni e' stata ridotta
al 2% mediante l'impiego di un
regime di premedicazione, che
include un cortisonico e due farmaci
antiistaminici (un H1-bloccante come
la difenidramina e un H2-bloccante
come la ranitidina).
ASTENIA
Anche se noi medici diamo scarsa
importanza a questo tipo di
tossicita', e' necessario ricordare
che l'effetto collaterale piu'
frequente della chemioterapia e'
l'astenia: la grande maggioranza dei
pazienti sottoposti a chemioterapia
si lamenta di malessere aspecifico e
astenia, che possono durare per una
settimana o pių.
REFERENCE
G. Talamo. Pathophysiology of
emergency illness due to treatment
of cancer. In: Oncologic Emergencies,
edited by Brian Decker Publishing (Cancer
Medicine Series), 2002 (in press).
Fonte:
ItalMed.com