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Gli avvelenamenti domestici
Quando si parla di veleno ci s'immagina,
quasi sempre, qualcosa di misterioso,
vagamente esotico, e comunque estraneo
al mondo civile. Niente di più
sbagliato, la nostra vita quotidiana è
circondata da potenziali veleni: destano
viva preoccupazione gli <<invisibili>>
inquinanti atmosferici, mentre sono
spesso sottovalutati i comuni ospiti
delle mura domestiche. Gli avvelenamenti
più comuni riguardano proprio
l'ingestione accidentale di sostanze
chimiche destinate ad uso diverso da
quello alimentare: detersivi, detergenti
vari (saponi, shampoo, bagni schiuma),
ammoniaca, acidi o altri corrosivi
(liquidi per sgorgare i lavandini o per
eliminare il calcare), soda caustica,
candeggina (o amuchina), fertilizzanti,
diserbanti, farmaci, alcol, insetticidi,
prodotti specifici per pulire il forno o
l'acciaio o l'argenteria o le superfici
in legno, smacchiatori (trielina,
benzina), solventi (acquaragia, acetone,
etere), piante da appartamento
(l'oleandro è molto tossico), medicine a
base di prodotti vegetali. Naturalmente
il grado di pericolosità varia da
sostanza a sostanza e dipende anche
dalla quantità che è stata ingerita,
quindi non fatevi prendere dal panico e
seguite alcune semplici norme.
Che cosa fare
Se capita un incidente telefonare subito
al più vicino centro antiveleni e
spiegare esattamente che tipo di
sostanza è stato ingerito, se si tratta
di un prodotto per l'igiene o la casa
munirsi della confezione, così da poter
leggere la composizione chimica
riportata sull'etichetta. Tenere in casa
una confezione di carbone attivo e di
dimeticone, sostanze utili in alcuni
casi, da assumere solo se lo dice il
medico. Il carbone attivo è in grado di
assorbire alcune sostanze presenti nello
stomaco, evitando così che si diffondano
nell'organismo, e di trascinarle verso
l'eliminazione da parte dell'intestino.
Il dimeticone invece è una molecola,
presente anche in molti farmaci da
banco, utilizzata comunemente per
combattere le coliche gassose. In caso
di ingestione di detersivi o saponi
evita la formazione di schiuma nello
stomaco, eventualità questa molto
pericolosa: la schiuma, in caso di
rigurgito, potrebbe travasare nei
polmoni soffocandoli.
Cosa non fare
Non bere latte: contrariamente a quanto
si crede è inutile quando non
controproducente. Non tentare di indurre
il vomito: se la sostanza ingerita è
caustica, infatti, rigurgitarla aumenta
i danni a carico dell'esofago e della
bocca. Non assumere nessun tipo di
medicinale, nel tentativo di alleviare i
sintomi dell'avvelenamento, senza prima
aver consultato un medico. In caso
d'insoddisfacente, o nulla, risposta
telefonica non aspettare altre
informazioni: presentarsi al pronto
soccorso più vicino.
Bambini e anziani
Sono le categorie più fragili nei
confronti dei veleni domestici perché i
sistemi metabolici, epatici e renali
(che l'organismo usa per detossificare
ed eliminare le sostanze estranee), sono
ancora incompleti, nei bambini, oppure,
negli anziani, possono essere
deteriorati e non funzionare in modo
ottimale. I bambini, soprattutto da 1 a
4 anni, sono i soggetti più esposti agli
avvelenamenti accidentali perché
scoprono ed esplorano il mondo che li
circonda, e non sono in grado di
distinguere eventuali pericoli. Gli
anziani, invece, incorrono più
frequentemente in errori terapeutici: a
causa delle molte medicine che devono
assumere, o di problemi alla vista,
possono sbagliare farmaco o eccedere
nelle dosi. Per quanto riguarda i
farmaci occorre tenere presente che una
dose, ritenuta normale per un adulto, è
quasi sempre eccessiva per un bambino e
per un anziano, a causa delle
insufficienze metaboliche di cui sopra.
I primi segnali
Come capire se c'è stato un
avvelenamento? Alcuni sintomi sono
comuni alle diverse sostanze, quindi
fare attenzione se si manifestano
all'improvviso e senza cause apparenti.
Ecco i segnali d'allarme: nausea e
vomito, dolori addominali, diarrea,
pallore e difficoltà respiratorie,
brividi di freddo, mal di testa,
difficoltà visive, perdita di
conoscenza. Le sostanze caustiche o
corrosive si distinguono, invece, perché
causano la comparsa di vesciche e segni
di ustione alla bocca e al viso.
Prevenire
Riporre le sostanze pericolose dove i
bambini non possano raggiungerle, non
travasare prodotti casalinghi in
contenitori diversi, soprattutto
bottiglie di acqua minerale o altri
contenitori per alimenti. Evitare, se
possibile, di tenere in cucina prodotti
che non siano cibi e bevande, inoltre
non forzare mai le chiusure di sicurezza
previste su certi prodotti. Non
strappare le etichette e seguire le
istruzioni e avvertenze che vi sono
riportate (maneggiare con i guanti,
diluire in acqua, aerare l'ambiente dopo
l'uso). Non mischiare tra loro i
detersivi per la casa perché reagendo
possono sviluppare vapori molto tossici.
Conservare i farmaci nelle loro
confezioni originali, complete di
foglietto illustrativo, che spesso
riporta anche informazioni per i casi
d'emergenza; eliminare periodicamente i
farmaci scaduti.
Alcolici
L'alcol etilico contenuto nel vino, nei
liquori, in alcuni medicinali in gocce o
sciroppo (inclusi anche i farmaci
omeopatici e quelli naturali), nei
disinfettanti per la persona e per la
casa può rappresentare un pericolo per i
bambini. L'alcol, infatti, è molto
tossico per il sistema nervoso centrale
e i bambini fino ai 14 anni non sono in
grado di metabolizzarlo. I sintomi
dell'intossicazione sono tipici: viso
arrossato, stati di euforia alternati a
depressione, nausea e vomito, vertigini
e, nei casi più gravi, disturbi
respiratori e cardiaci fino al coma.
Se l'ingestione è modesta conviene
provocare il vomito meccanicamente, poi
somministrare acqua e bicarbonato e
tenere il paziente a riposo e al caldo
(si può verificare un eccessivo
abbassamento della temperatura corporea
per la vasodilatazione indotta
dall'alcol). Attenzione: mai indurre il
vomito se il soggetto non è cosciente e,
se i sintomi sono più seri, chiamare
l'ambulanza o andare al pronto soccorso.
Gas
L'avvelenamento può avvenire anche per
inalazione, cioè quando si respirano
sostanze gassose o vapori tossici che si
liberano dai liquidi. Nell'ambiente
domestico le esalazioni tossiche possono
derivare da alcune delle sostanze
descritte in precedenza, ad esempio
ammoniaca, solventi, candeggina,
diserbanti, insetticidi, smacchiatori,
oppure da perdite nelle tubature del gas
o mal funzionamento di una stufa. Se non
c'è un sufficiente ricambio d'aria, o è
ostruita la canna di tiraggio della
stufa o del camino, l'appartamento si
satura di ossido di carbonio e viene a
mancare l'ossigeno (come quando si
sviluppa un incendio), quindi si può
morire soffocati.
Che cosa fare Trasportare l'infortunato
fuori dall'ambiente contaminato, meglio,
se possibile, all'aria aperta e chiamare
i soccorsi; se il soggetto ha perso
conoscenza si deve procedere alla
rianimazione tramite respirazione bocca
a bocca e/o massaggio cardiaco. Aprire
tutte le finestre per lasciar
fuoriuscire il gas tossico
Che cosa non fare Non accendere la luce,
apparecchi elettrici, fiammiferi,
accendini: non solo il gas ma anche i
vapori di alcuni solventi sono
infiammabili ed esplosivi. Non
somministrare medicinali, né cibi o
bevande finchè non si è parlato con un
medico.
I primi segnali Se si è respirato un
veleno si avverte, quasi subito,
irritazione o bruciore al naso, alla
gola e alla trachea, tosse e, talvolta,
difficoltà respiratorie.
Prevenire Oltre alle precauzioni già
elencate sopra, non andare mai a dormire
lasciando accesi gas, stufa, camino,
forno, termocoperta, calorifero
elettrico (meglio sarebbe spegnere tutte
le apparecchiature elettriche per
evitare possibili cortocircuiti).
Lasciare sempre una finestra socchiusa
per garantire il ricambio d'aria e non
tenere piante in camera da letto
(durante la notte liberano anidride
carbonica).
di Elisa Lucchesini (da Dica33)
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